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Formula 1: Sebastian Vettel si ritira, al suo posto in Aston Martin c’è Alonso

By Agosto 4, 2022Formula 1, News

Era inevitabile che il ritiro di Sebastian Vettel dalla Formula 1 al termine della stagione 2022 innescasse una reazione a catena nel mercato piloti, ma la notizia del passaggio di Fernando Alonso in Aston Martin è stata una vera e propria bomba. Nell’arco di poche ore, il due volte campione del mondo è passato dal definire l’accordo con l’Alpine per il 2023 una “questione da pochi minuti” a offrire i propri servigi a un team dalle grandi potenzialità finanziarie per ora ancora inespresse.

Ipotizziamo le conseguenze dell’audace mossa di Alonso. Vediamole team per team. 

 

Alpine: Piastri verso la F1

 

Non è ancora arrivata l’ufficialità, ma è lecito pensare che la promozione di Oscar Piastri a pilota titolare dell’Alpine sia solo una formalità. D’altronde, è proprio la volontà di non sbarrargli la strada verso la F1 per troppo tempo a costituire la base della presunta scelta del team di Enstone di non offrire un biennale ad Alonso. Piastri è uno dei talenti più quotati al momento, e l’Alpine farebbe bene a tenerselo stretto. Con Esteban Ocon formerebbe una coppia ancora acerba, ma capace di crescere nel tempo insieme a un team che nell’arco di pochi anni ambisce a lottare per il mondiale. Senza contare che Piastri, già parte del vivaio del marchio francese, graverebbe decisamente meno sulle casse di Alpine rispetto ad Alonso.

Williams: De Vries o Sargeant?

 

Se Alonso fosse rimasto in Alpine nel 2023, con tutta probablità Piastri sarebbe finito in prestito in Williams, in sostituzione di Nicholas Latifi. Il solare e garbato canadese è presenza gradita nella scuderia di Grove, non solo per il cospicuo portafoglio di papà Michael. Ma la sua avventura in Williams, visti gli scarsi prograssi negli anni, sembra vicina al capolinea. Se Latifi dovesse davvero lasciare Grove, le opzioni per il team inglese potrebbero essere due.

 

Da un lato c’è Nyck De Vries, campione del mondo di Formula E in carica che la Mercedes, partner tecnica della Williams, potrebbe caldeggiare per valutarne le potenzialità come gregario di Russell nel post-Hamilton. Dall’altro c’è Logan Sargeantborn in the USA, 21 anni, giovane del vivaio della Williams. Arrivato con fatica – per questioni economiche, e non di talento – in Formula 2, si sta comportando molto bene. Per ottenere la superlicenza gli basterebbe un quinto posto nella classifica finale. Il che, vista la sua competitività, parrebbe una formalità. Il fatto che sia statunitense, poi, costituirebbe un’ottima opportunità sia per la Williams, sempre in cerca di nuovi sponsor, che per la stessa proprietà americana della F1.

Haas: Mick Schumacher in attesa di conferma

 

L‘approdo di Fernando Alonso in Aston Martin tarpa le ali a Mick Schumacher. Che, secondo i ben informati, era stato fortemente caldeggiato da Vettel come suo sostituto in quel di Silverstone. Se la mossa fosse andata in porto, Mick avrebbe dovuto sciogliere i legami con la Ferrari, ma avrebbe trovato una collocazione a medio termine. Così non è stato, e Schumacher ora dovrà sperare di essere confermato dalla Haas. Dopo un inizio di stagione difficile, con alcuni costosi incidenti che hanno fatto infuriare Günther Steiner, Schumacher sembra aver trovato una certa serenità. Ma deve dimostrare una certa crescita per mantenere il sedile.

Galassia Red Bull, compresi ex eccellenti

 

Nella tentacolare galassia di Red Bull in Formula 1 c’è solo un sedile ancora non confermato. È quello di Yuki Tsunoda in Alpha Tauri. Dopo una stagione da rookie in cui ha mostrato grande velocità, ma poca maturità, Yuki sta faticando anche nel suo secondo anno in F1, con atteggiamenti che infastidiscono il padre padrone dei pulcini del vivaio, Helmut Marko. Le alternative, però, al momento scarseggiano. Restando in orbita Red Bull, ma parlando di un ex eccellente, Daniel Ricciardo ha ribadito la sua volontà di onorare il suo contratto con la McLaren fino al termine della stagione 2023. Resta da capire se manterrà la sua parola. E, soprattutto, se la McLaren non si farà sedurre da altre sirene.

 

Credit: AutoMoto

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