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Olimpia Milano – Virtus Bologna: Storia della 1ª rivalità cestistica italiana

By Giugno 8, 2022Settembre 29th, 2022Basket, LBA

La Virtus Segafredo Bologna e l’AX Armani Exchange Milano sono ormai pronte a giocarsi il 100° campionato nella storia della Serie A di pallacanestro italiana. Tra campionati non disputati e/o omologati, titoli revocati alla Mens Sana Siena, e la stagione 2019-20 sospesa e poi annullata a causa della pandemia, quello 2021-22 sarà sostanzialmente il 97° Scudetto da assegnare.

 

A contenderselo, i due club che hanno inaugurato la prima rivalità cestistica in Italia, trasformando completamente il basket italiano, non solo grazie a ingaggi di fenomenali atleti (Cosic, Ginobili…), ma anche per opera del minuzioso lavoro di dirigenti e presidenti illuminati.

 

Adolfo Bogoncelli e Gian Luigi Porelli trasformarono, rispettivamente, Olimpia e Virtus in due realtà di punta del basket europeo, modelli da cui prendere ispirazione e, perché no, da imitare il più possibile. Nel farlo, ridiedero linfa ulteriore a una rivalità che, dopo circa trent’anni, è ormai tornata a permeare di sé quasi tutto ciò che riguarda il massimo livello del basket italiano

 

Da oggi mercoledì 8 giugno 2022, in una serie al meglio delle sette sfide, queste due formazioni scriveranno un nuovo capitolo del loro dualismo a spicchi. Andiamo allora a conoscere meglio la storia di questo stupendo confronto.

 

Un po’ di storia

Bologna e Milano. Una rivalità cestistica che affonda le sue radici nel dopoguerra. La Virtus sembrò raccogliere il testimone dalla Ginnastica Triestina e dalla Reyer Venezia. Certo, l’Olimpia, allora conosciuta come Dopolavoro Borletti, dal 1936 al 1939 aveva egemonizzato la Divisione Nazionale sotto la guida tecnica di Giannino Valli. Quest’ultimo fu figura storica della pallacanestro italiana. Non solo pluricampione d’Italia con l’ASSI Milano (5 Tricolori tra 1921 e 1927), bensì anche giocatore di spicco nelle prime amichevoli della Nazionale, entrambe disputate contro la Francia, in cui risultò gran realizzatore. All’epoca le sfide finivano ai 20, massimo 30 punti, per cui un giocatore capace di realizzarne 8 o 10 era certamente un signor realizzatore. Con Valli in panchina l’Olimpia centrò il primo scudetto nel 1936, ormai considerato anno della sua fondazione, guarda caso proprio davanti alla Virtus Bologna, superata in entrambi i confronti del girone finale (25-13 e 23-18).

 

L’unificazione dei due gironi di Divisione Nazionale (A e B) alla metà del 1936 non impedì comunque a Milano di imporre la propria egemonia sulla nuova Serie A. Per la Virtus fu però solo questione di tempo, per quanto tragico considerato il secondo conflitto mondiale. Nel dopoguerra il rinato campionato italiano fu infatti terreno di conquista delle Vu-Nere, allenate prima da Guido Foschi e poi da Galeazzo Dondi Dall’Orologio. Poker consecutivo, dal 1946 al 1949, egemonia milanese spezzata e nascita del mito di “Basket City“. Venzo Vannini e i ragazzi del quartiere Castiglione esaltarono così la bolognesità e fecero innamorare l’intera città della pallacanestro. Il 1949 rappresentò poi uno spartiacque nella storia della rivalità tra Scarpette Rosse e Vu-Nere. Nel decennio successivo Milano e Bologna si contesero infatti i primi due gradini del podio in ben otto diverse stagioni (7 affermazioni di Milano, 1 di Bologna), inaugurando appunto una vera e propria rivalità cestistica.

 

Quest’ultima trovò nuova linfa nel duello, stavolta tutto societario e a più riprese, tra il “Bogos“, Adolfo Bogoncelli, e l’avvocato, Gian Luigi Porelli. Sì, perché Bogoncelli e Porelli furono due dei più illuminati presidenti (ma anche dirigenti) nella storia della pallacanestro italiana, senza ovviamente dimenticare Aldo Allievi (Cantù), Guido Borghi (Varese) e i tanti altri che resero grande il basket tra anni ’60 e ’80. A loro si devono innumerevoli innovazioni, battaglie per l’apertura delle frontiere e la regolarizzazione del doppio straniero anche in campionato: per anni i club italiani avevano infatti potuto contare su un solo straniero per la Serie A, oltre a un altro a roster soltanto per le competizioni europee, il cosiddetto “straniero di coppa”. La stagione 1983-84 fu forse l’apice della rivalità da parte bolognese. Simac Milano e Granarolo Bologna si contesero prima la regular season, con Milano a vincere 25 delle 30 partite stagionali e chiudere con 50 punti, e poi anche la Finale Playoff.

 

Allenatori a confronto

Numeri alla mano, Ettore Messina e Sergio Scariolo sono due tra i più grandi head coach nella storia del basket europeo e mondiale. Palmarés infiniti, lista di campioni allenati da far rabbrividire alla sola vista, qualità eccezionali non solo in panchina. A loro modo, due carriere molto simili per precocità e qualità: Messina ha vinto il primo Scudetto all’età di 32 anni, Scariolo a soli 29. Entrambi hanno potuto allenare campionissimi che gli hanno sempre riconosciuto una visione del basket fuori dell’ordinario, tipica di chi in panchina si siede per fare la storia e non soltanto per allenare la propria squadra. A loro modo, anche questi due coach si ritroveranno a scrivere un nuovo capitolo della rivalità tra Olimpia Milano e Virtus Bologna

 

Credit: https://sport.sky.it/