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PlatinoNews – Juventus, inchiesta Prisma: nuove perquisizioni

By Marzo 24, 2022Ottobre 14th, 2022Calcio, Juventus, News

Juventus, inchiesta Prisma: nuove perquisizioni

Nell’indagine dei pm di Torino previste anche audizioni di calciatori e procuratori sulla riduzione dei pagamenti durante la pandemia.

 

Non solo le plusvalenze fittizie, ma si indaga anche sull’accordo legato alla riduzione degli stipendi che i giocatori della Juventus avevano raggiunto con il club in piena pandemia, nel marzo 2020. L’inchiesta “Prisma” condotta dalla Procura di Torino, che a fine novembre aveva portato al l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della società bianconera (Andrea Agnelli, Pavel Nedved, l’ex Fabio Paratici più 3 tra dirigenti ed ex dell’area finanza e l’avvocato della Juve Cesare Gabasio) per emissione di fatture per operazioni inesistenti e false comunicazioni delle società quotate in borsa, si è arricchita di un nuovo capitolo. Ieri sono state effettuate nuove perquisizioni per cercare carte e scritture private legate agli accordi tra giocatori e club: in sintesi la Juve avrebbe concordato la riduzione di 4 mensilità e contestualmente anche l’integrazione negli stipendi degli anni successivi, senza però inserirlo correttamente nel bilancio. Secondo i pm Ciro Sartoriello, Mario Bendoni e l’aggiunto Marco Gianoglio sarebbe un altro elemento che proverebbe le accuse di falso in bilancio su cui stanno indagando. Dopo Cherubini e Arrivabene, sentiti come persone informate dei fatti, potrebbe toccare ai giocatori e ai loro agenti sfilare in Procura. I magistrati vogliono vederci chiaro sugli accordi intercorsi con la società, in particolare sui tempi, e i calciatori ma soprattutto i procuratori (che non risultano coinvolti) potrebbero fornire informazioni utili da aggiungere alle carte che hanno trovato nelle perquisizioni in studi di Milano, Torino e Roma (tra cui quella del procuratore Alessandro Lucci, che segue Cuadrado, Bonucci e l’ex Kulusevski) a cui i bianconeri si sarebbero appoggiati per le scritture private. A questo punto la chiusura dell’inchiesta, prevista tra qualche settimana, potrebbe slittare. I pm sono in attesa della relazione del consistente economico (Enrico Stasi) che ha il compito di analizzare tutti i documenti sequestrati nelle due perquisizioni di novembre e dicembre. L’obiettivo è chiudere entro la primavera.